06 marzo 2007 23:23
"Web 2.0" è una definizione usata per la prima volta nel 2004 da O'Reilly Media, la casa editrice di libri sul mondo dei computer più famosa al mondo.
2.0 sta a indicare, come per un software, la seconda versione del web.
Ma esiste davvero una seconda versione del Web? La risposta è no, non esiste infatti una convenzione che identifichi ciò che è web 2.0 e lo distingua da ciò che era web 1.0.
Quando si parla di software o applicazioni, una nuova versione corrisponde a un preciso elenco di caratteristiche che la distinguono dalla versione precedente.
Per consuetudine si usa aumentare la cifra dopo il punto quando si rilascia una versione dell'applicazione con aggiornamenti di routine. Ma il passaggio da un intero a un altro, come nel caso da 1.0 a 2.0, indica una importante rivoluzione del software.
È proprio questo il significato che si vuole dare a "web 2.0": la prima importante rivoluzione di Internet.
E la scelta di usare il sistema di numerazione delle applicazioni non è casuale. Infatti la prima rivoluzione di Internet consiste proprio nella trasformazione del web in una applicazione.
Grazie alla velocità di connessione, oggi infinitamente più alta di quella che era solo 5 anni fa; grazie anche alla maggior diffusione della banda larga che copre aree sempre più vaste; grazie a nuove tecnologie che rendono le pagine web più flessibili e interattive; grazie a tutti questi ed altri aspetti il web è cambiato.
Internet oggi è un sistema operativo nel quale girano applicazioni che fino a pochi anni fa consideravamo fantascienza. Internet è una piattaforma che ospita software di ogni genere, realizzati con tecnologie alla portata di un comune programmatore, il limite oggi è solo l'immaginazione.
"Web 2.0" non è un nuovo sito che è di moda oggi e domani potrebbe sparire, significa invece un nuovo approccio alla tecnologia, un nuovo modo di utilizzare le risorse online.
Il nuovo web quindi è uno strumento; più facile da realizzare e molto più facile da consultare, dove le informazioni sono condivise e accessibili sempre, ovunque e in diversi formati. È una tecnolgia aperta, sviluppata e migliorata dalla comunità.
Stiamo parlando di una rivoluzione che rende i vecchi colossi dell'informatica obsoleti e anacronistici e li costringe, seppure in ritardo, a riguadagnare il tempo perduto.
Colossi che fino a pochi anni fa monopolizzavano l'informatica e oggi si trovano faccia a faccia con nuovi concorrenti: giovani aziende che ora hanno le tecnologie per trasformare le proprie idee in applicazioni, e là fuori tutto il mondo che non vede l'ora di poterle usare.
02 marzo 2007 08:08
AdSense è uno strumento offerto da Google che consente a chi ha un sito di destinare alcune porzioni delle pagine del proprio sito alla pubblicità. Il sistema realizzato da Google riconosce gli argomenti trattati dal sito e visualizza annunci pubblicitari a tema. Se il vostro sito tratta di viaggi, AdSense visualizza pubblicità di viaggi, vacanze, voli low cost, alberghi, etc. Gli annunci sono pagati dalle aziende che scelgono Google per farsi pubblicità nella pagina del risultato delle ricerche e, appunto, nei siti del circuito AdSense.
All'estero AdSense è una fonte di guadagni talmente alti che aggiornare un blog, o un sito, è diventato il lavoro di molti che prima lo facevano solo per passione. Adsense non è l'unico modo per far soldi su Internet, e in alcuni casi non è nemmeno il più redditizio, ma data la semplicità con cui avviene l'integrazione (e grazie a Google che ne garantisce la serietà) è ancora il più interessante. Ma soprattutto è il principale modo per guadagnare con un blog in Italia.
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