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25 marzo 2009 21:21
Ecco il mio intervento, in versione extended director's cut, al Parma Work Camp:

one more thing
10 comandamenti suggerimenti per una felice e prospera relazione tra azienda e agenzia

Dallo scorso gennaio la mia vita professionale (e non) ha subito una radicale sterzata, dopo anni di esperienza da battitore libero sono entrato per la prima volta in una azienda. Lascio a un altro post la descrizione di tutte le cose che sono cambiate, di quelle nuove che sto imparando e delle poche di cui sento nostalgia. Nelle poche slide che seguono ho voluto riassumere alcuni punti cruciali che definiscono il rapporto azienda/agenzia. L'ho fatto in modo provocatorio e ironico, non ho la ricetta della pozione magica, né la soluzione a ogni problema; voglio solo condividere alcune cose che ho imparato e alcune mie riflessioni.

Intro
Barilla
Il più capillare network italiano.
60 milioni di unique users!

Immaginate la rete dei clienti Barilla come un network di persone accomunate dall'acquisto dello stesso prodotto. Immaginate l'azienda (il Brand) come un server centrale; i pacchi dei biscotti, o della pasta, come i pacchetti del TCP/IP. Un flusso di informazioni che per tanti anni è andato in una sola direzione (o tornava al server centrale attraverso altri canali), e che ora, grazie al web sta diventando bi-direzionale.
Un network che ogni italiano ha frequentato almeno una volta nella vita, con un bassissimo bounce rate!

I
questo è showbusiness,
no show = no business,
divertiamoci

Qualcuno farà fatica a crederci, ma anche in un'azienda ci si può divertire, la passione è pari al sacrificio; questo getta una base preziosa per la collaborazione con l'agenzia che si occupa di realizzare i progetti di digital marketing.

II
non avrai altro cliente
al di fuori di me

Una grande azienda è per definizione un cliente che chiede il 110%. Ma può restituire altrettanto. È un aspetto che ha due chiavi di lettura, una a favore dell'azienda e l'altra a favore del fornitore. Think about that.

III
non sfottere i miei concorrenti

Non che ci manchi il sense of humor. Ma ricordatevi che uno dei compiti principali del team digital di un'azienda è quello di portare all'interno una nuova cultura. Se là fuori la gente si prende per il culo, è fisiologico che qui ci si trincei. “Criticare per aiutare”, questa è la soluzione. Anche con sarcasmo, ma sempre con eleganza.

IV
noi conosciamo il tuo lavoro, pirata

Il team di cui faccio parte parla la lingua dell'agenzia, conosciamo le terre inesplorate, siamo gli sherpa che aiutiamo l'azienda ad arrivare sul K2, siamo qui per aprire un dialogo con le agenzie, a partire da un vocabolario già definito.

V
non mandarmi allegati,
usa basecamp
Sikis

Se un'agenzia non usa strumenti più moderni di quelli che uso io, allora abbiamo un problema. Fatemi sentire “old century”!

VI
abbiamo provato a usare
una web-app per accelerare il processo di approvazione,
è andato giù il server

Non è vero, è una provocazione. Ma il web 2.0 non è sempre la soluzione migliore. In una azienda che ha 100+ anni di sotria le cose cambiano più lentamente che nella Valle di Silicone.

VII
Sei su Tw, FB, FF e Sq?
Cool, ma rispondimi al telefono

Questa sembra smentire la V, ma il succo del messaggio è: rispondimi cacchio, e sii pronto a usare i segnali di fumo, se dovesse essere necessario.

VIII
impareremo che tutto dipende dai punti di vista, tu sai metterti nei panni dell’azienda?

Questo è IL punto. Le aziende si muovono sul web come elefanti in un negozio di cristalli, lo vediamo tutti, ma sai spiegare il perché?

IX
le riunioni 2.0 si fanno in piedi,
non su twitter

Altra provocazione, ma se il web è ancora alle “prove tecniche di trasmissione” qui siamo alla posta pneumatica. E io adoro la posta pneumatica.

X
se hai fatto, scritto, pubblicato
che lavori a fare?

Provocazione finale per riallacciarmi alla presentazione di Pepe Möder
Sikis
. Ci sono un sacco di serissimi professionisti che stimo, che hanno scritto libri interessanti sul web e sui suoi linguaggi. Ma una pubblicazione dovrebbe essere un traguardo importante, non il punto di partenza. Non sbandierate i vostri trofei, è così ottocentesco... Mi interessa sapere dove mi volete portare, non dove siete già stati.
→ 5 commenti
11 marzo 2009 09:09
Non tutti i possesori del Mac-telefono si sono accorti che l'icona “Artisti” all'interno dell'applicazione iPod è la silhouette di Bono.

Mi sono sempre chiesto come sono arrivati a questa scelta, mi immagino il responsabile dell'interfaccia dell'iPhone che va da Steve Jobs:

“Ciao Steve, non so se hai letto la mia mail, ti proponevo di mettere Bono come icona nell'iPhone.”

“Cool, del resto lui È un'icona della musica, mi piace, avete già parlato con il suo manager?”

“Sì, vuole settanta milioni di dollari.”

“Aspetta” (...) “Hey ciao Bono sono Steve!”

“Hey Stev-o (Edge! abbassa quell'amplificatore che non sento!) come stai?”

“Molto bene, senti vorremmo usare il tuo profilo per un bottone in un nuovo aggeggio che stiamo per lanciare, tipo un iPod...”

“Wow, bello (Hey Edge, mettono la mia faccia nel prossimo iPod! No, solo la mia), cool Stev-o, vai tranquillo, i miei figli andranno fuori di testa.”

“Senti Bono, il tuo manager però vorrebbe...”

“Ci parlo io, tranquillo Stev-o, adesso vado che stiamo suonando con Bruce e Mick. Ah, senti, che non si vedano le mie rughe, ciao Stev-o!”

E cosa succederà adesso che il nuovo tour degli U2
Sikis
(a Milano il 7 luglio) è sponsorizzato dal Blackberry?

Mica ci metteranno l'icona di Beyoncé?
→ 3 commenti
Nel Mulino che Vorrei, un valido motivo
08 marzo 2009 01:01
È presto per dire se la storia lo ricorderà come una case history o una nice try. Certo è che di progetti come Nel Mulino che Vorrei
Sikis
non se ne vedono mica tanti. In Italia poi...

Sono entrato nel team che ha relizzato questo – ambizioso ed entusiasmante – progetto solo nella fase finale, il merito quindi va ad altri, ma non posso nascondere di averlo sentito fin da subito come un mio progetto.

Anzi, se faccio parte del team Digital in Barilla
Sikis
è anche, soprattutto, per questo progetto.

E per gli altri progetti come questo che faremo. È solo l'inizio.
→ 3 commenti
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